Newsletter Edilizia, aggiornamento al 12 Giugno 2026

Newsletter Edilizia, aggiornamento al 12 Giugno 2026

Gentilissime e gentilissimi in indirizzo,

sottoponiamo alla vostra attenzione la Newsletter Edilizia, con gli ultimi aggiornamenti tecnici, fiscali e giuridici a cura di CONFAPI ANIEM alla data del 12 Giugno 2026.

Questi gli argomenti trattati:

CONFAPI ANIEM contesta appalto di ASTRAL SPA: eccessiva la richiesta di garanzie per tutti i lotti

Nei giorni scorsi CONFAPI ANIEM ha inoltrato una lettera ad ASTRAL SPA per contestare la procedura aperta relativa alla conclusione di un accordo quadro in 14 lotti per la realizzazione dei lavori del collegamento stradale Cisterna Valmontone.

L’appalto prevede che le imprese possano partecipare a più lotti, ma l’aggiudicazione è limitata a uno solo di essi.

In questo contesto l’Associazione ha ritenuto illogica e sproporzionata la richiesta di garanzia provvisoria: il disciplinare di gara dispone che, in caso di partecipazione a più lotti, l’operatore economico sia tenuto a prestare distinte garanzie provvisorie per quanti sono lotti ai quali si partecipa o un’unica garanzia che copra la somma degli importi stabiliti per i medesimi lotti.

CONFAPI ANIEM ha evidenziato come non si comprenda il senso di coprire la “somma degli importi stabiliti per i lotti cui intende partecipare” in presenza della limitazione ad aggiudicarsi non più di un lotto.

La normativa e la giurisprudenza sono concordi nel ritenere che la garanzia provvisoria debba garantire l’affidabilità dell’offerta, tutelando la stazione appaltante rispetto all’affidamento dell’aggiudicatario che, nel caso specifico, riguarda un solo lotto.

Tale “lettura” è stata ulteriormente rafforzata dal “principio di risultato”, uno dei principi fondamentali del nuovo Codice, che valorizza il concetto di responsabilizzazione e prestazione della garanzia in funzione del risultato finale.

Conseguentemente, la Stazione Appaltante è stata sollecitata a “rettificare la previsione del disciplinare in modo da renderla più coerente con il vigente sistema normativo che disciplina gli appalti pubblici e ampliare le opportunità di accesso alla gara per gli operatori economici”.

Comunicato Stampa CONFAPI ANIEM: preoccupano ritardi su caro materiali e prezzario nazionale

Di seguito il comunicato stampa diffuso nella giornata di ieri da CONFAPI ANIEM sul rincaro dei materiali e relativi meccanismi di compensazione prezzi.

 “Prendiamo atto del recente decreto del MIT che ha finanziato il Fondo per la prosecuzione delle opere pubbliche con 695,9 milioni di euro per compensare il caro materiali relativamente a 860 cantieri, per le lavorazioni relative alla prima finestra del 2025. Ma continuiamo a essere molto preoccupati per un’emergenza che sta diventando strutturale”.

Questo il commento di Giorgio Delpiano, Presidente di CONFAPI ANIEM, che segnala una criticità diffusa che coinvolge, in modo particolare, i piccoli enti appaltanti e penalizza fortemente le PMI edili.

“Siamo già a metà 2026 – spiega Giorgio Delpiano - e ancora non abbiamo chiuso i pagamenti del 2024 per i quali c’è bisogno di oltre 100 milioni. Complessivamente occorrono circa 2 miliardi di euro per le compensazioni dei prezzi già maturate. Stiamo rincorrendo un’emergenza a cui va data subito una risposta attraverso un’urgente previsione di assestamento di bilancio, ma vanno soprattutto create le condizioni che impediscano il maturare continuo di queste situazioni. Usciamo dalla logica dell’emergenza: le imprese quando partecipano a un appalto pubblico non possono vivere nel timore e nell’incertezza di non essere remunerate sulla base delle reali condizioni di mercato”.

“Ricordiamo anche – aggiunge Delpiano - che con l’ultima Legge di Bilancio la copertura finanziaria delle risorse finalizzate all’adeguamento dei prezzi sembra incentrata sulle responsabilità delle stazioni appaltanti, sulla loro capacità di gestione delle gare e sulla tempestività nella rimodulazione dei programmi: un quadro che non ci pare garantire alcuna certezza delle risorse e che è assolutamente contraddittorio con il diritto alla revisione prezzi sancito dalla normativa nazionale”.

“Il Codice Appalti – conclude Giorgio Delpiano - ha introdotto finalmente un meccanismo revisionale automatico prevedendo anche un organismo nazionale di monitoraggio dei prezzi per dare indicazioni alle stazioni appaltanti, una sorta di prezzario nazionale. Chiediamo che venga attivato immediatamente con la partecipazione delle Associazioni Imprenditoriali”.

Piano Casa: le nuove risorse dal PNRR e gli emendamenti in Parlamento

Mentre prosegue alla Camera l’iter di conversione del decreto sul “Piano Casa”, il Ministro Salvini ha preannunciato in Parlamento la nomina imminente del primo Commissario che si occuperà della parte relativa alla gestione dei progetti di edilizia residenziale pubblica e sociale.

Un’altra notizia positiva arriva dal fronte delle risorse. Nell’ambito della revisione del PNRR presentata a Bruxelles dal Ministro per gli Affari Europei, Tommaso Foti e illustrata dallo stesso Ministro lo scorso 3 giugno in audizione presso le Commissioni Bilancio e Politiche UE di Camera e Senato, potrebbero arrivare, infatti, ulteriori risorse pari a 1,2 miliardi di euro: un miliardo di euro destinato all’housing finalizzato all’efficientamento energetico e 200 milioni di euro per far scorrere le graduatorie dei finanziamenti all’edilizia residenziale pubblica consentendo il finanziamento di ulteriori interventi rimasti esclusi per insufficienza della dotazione finanziaria.

La parte più consistente (1 miliardo) dovrebbe essere gestita dal Ministero delle Infrastrutture attraverso un Fondo dedicato aperto presso CDP Real Estate.

In merito all’esame parlamentare del provvedimento, sono stati inizialmente presentati 620 emendamenti, ma solo una parte ha superato il vaglio di ammissibilità.

Si segnalano, in particolare, i seguenti emendamenti:

  • la destinazione di specifici lotti riservati alle piccole e medie imprese per una quota non inferiore al 30% del valore complessivo delle risorse messe a gara sulle proposte presentate per il recupero degli immobili destinati all’edilizia pubblica e sociale (art. 2);
  • la suddivisione in lotti come modalità ordinaria per gli affidamenti;
  • la previsione di un Programma sperimentale di edilizia residenziale sociale per offrire alloggi a canone calmierato nelle aree a maggiore tensione abitativa. La destinazione delle risorse in tale ambito dovrebbe essere finalizzata a interventi di recupero e riqualificazione con specifica disciplina dei criteri per la determinazione dei canoni, dei requisiti economici dei beneficiari, degli standard qualitativi minimi degli alloggi e dei vincoli di destinazione d’uso necessari a garantire la finalità sociale degli interventi;
  • l’accesso alle semplificazioni e alle agevolazioni urbanistiche anche per gli interventi non riconducibili a investimenti stranieri di 1 miliardo (come richiesto in audizione da CONFAPI ANIEM);
  • il riconoscimento degli alloggi realizzati nell’ambito dei programmi di edilizia integrata come beni strumentali all’attività d’impresa e l’applicazione dell’Iva agevolata al 5% sui canoni di locazione degli alloggi convenzionati;
  • nell’ottica di favorire il recupero di edifici da destinare a offerta abitativa, un altro emendamento della maggioranza tende ad ampliare le possibilità di trasformazione verso il residenziale di immobili direzionali, commerciali e produttivi, prevedendo procedure semplificate per il cambio di destinazione d’uso;
  • l’introduzione di un nuovo articolo che autorizzerebbe SACE a "concedere garanzie, in favore di banche, di istituzioni finanziarie nazionali e internazionali e altri soggetti" per finanziamenti "sotto qualsiasi forma a soggetti che realizzano le operazioni" rientranti nel Piano casa;
  • il trasferimento di circa 1 miliardo dalla rimodulazione PNRR (originariamente previsto per acquisto e noleggio di treni) alla realizzazione di case per i lavoratori fuori sede: lo strumento operativo dovrebbe essere il Fondo nazionale dell’abitare, fondo dedicato all’edilizia residenziale a prezzi accessibili, gestito da CDP Real Asset SGR

L’esame delle proposte emendative proseguirà nella prossima settimana: la conversione definitiva del decreto dovrà essere approvata entro il 6 luglio 2026

Il Decreto MIT per compensare il caro-materiali sui lavori eseguiti nel periodo Gennaio-Maggio 2025

Il MIT, con il Decreto Direttoriale n. 54 del 30 aprile 2026, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 129 del 6 giugno 2026, ha finanziato il “Fondo per la prosecuzione delle opere pubbliche” con 695,9 milioni per compensare il caro materiali relativamente a 860 cantieri, su lavorazioni eseguite o contabilizzate tra il 1° gennaio e il 31 maggio 2025.

Il Decreto riporta l’elenco delle stazioni appaltanti interessate e dei relativi contributi ammessi in riferimento alle istanze presentate nella finestra temporale aperta a luglio 2025; una seconda finestra aperta dal 1° al 28 febbraio 2026 riguarda le lavorazioni contabilizzate dal 1° giugno al 31 dicembre 2025 per un ammontare stimato in 1,08 miliardi.

RFI e ANAS, rispettivamente con 222 milioni e 54 milioni, risultano le stazioni appaltanti con i contributi maggiori.

La liquidazione avverrà attraverso decreti di impegno e pagamento, seguendo l’ordine cronologico di presentazione delle domande e nei limiti delle risorse effettivamente disponibili. Saranno quindi necessari ulteriori stanziamenti, tenuto conto delle disponibilità di competenza e cassa già esaurite.

Il provvedimento evidenzia anche le domande escluse perché non pervenute nei termini a mezzo PEC, per contratti che già avevano avuto accesso al Fondo, per SAL non coincidenti con il periodo di riferimento o perché non attinenti appalti di lavori.

La situazione presenta, tuttavia, ancora criticità e ritardi motivati dall’esaurimento delle disponibilità di cassa: si stimano in circa 2 miliardi di euro le somme da corrispondere alle aziende per compensazioni maturate tra il 2024 (oltre 200 milioni) e il 2025.

Consulta il Decreto Direttoriale n. 54 del 30 aprile 2026, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 129 del 6 giugno 2026 a questo link: https://mit.gov.it/nfsmitgov/files/media/normativa/2026-05/Decreto%20Direttoriale%20n.%2054%20del%2030-04-2026.pdf

 ANAC: le possibili variazioni sul costo manodopera

Nel Parere n. 161 del 6 maggio 2026, l’ANAC è intervenuta sulle possibili variazioni o modifiche delle giustificazioni rese in sede di offerta sui costi della manodopera dichiarando che eventuali modifiche sono ritenute legittime purché non alterino il quadro economico dell’offerta stessa.

In questo contesto, l’Autorità, riprendendo pronunce rese in tal senso anche dal Consiglio di Stato, ha ritenuto “accoglibile una modifica delle giustificazioni delle singole voci di costo finalizzate a rimediare originari e comprovati errori di calcolo, sempre che resti ferma l’entità iniziale dell’offerta economica nel rispetto del principio dell’immodificabilità. E’ possibile, pertanto, apportare modifiche alle giustificazioni relative all’offerta economica, inclusi aggiustamenti e compensazioni tra voci di costo, purché l’offerta rimanga affidabile per l’aggiudicazione e l’esecuzione del contratto e che le modifiche, non portino a un’offerta completamente diversa da quella presentata inizialmente”.

In sostanza, il principio di immodificabilità dell’offerta impone che un concorrente possa apportare modifiche alle spiegazioni relative alla composizione delle voci di costo dell’offerta, ma l’importo complessivo dell’offerta non deve essere alterato.

 Pubblicata in Gazzetta la Delibera ANAC sui Contributi 2026

Sulla Gazzetta Ufficiale n. 112/2026 è stata pubblicata la delibera ANAC n. 524 del 22 dicembre 2025 che disciplina il contributo dovuto per il 2026 da stazioni appaltanti, operatori economici e SOA, in attuazione dell’art. 1, commi 65 e 67, della legge n. 266/2005.

Il provvedimento conferma l’obbligo contributivo per le procedure di affidamento di lavori, servizi e forniture, nonché per le concessioni, e definisce importi, termini e modalità di versamento secondo il valore stimato dell’appalto o della concessione.

Per gli operatori economici il contributo scatta per gli appalti di importo pari o superiore a 150.000 euro.

Consulta Gazzetta Ufficiale n. 112/2026 nella quale è stata pubblicata la delibera ANAC n. 524 del 22 dicembre 2025 a questo link: https://www.gazzettaufficiale.it/eli/gu/2026/05/16/112/sg/pdf

Agenzia delle Entrate: crediti Superbonus non utilizzabili per estinguere debiti previdenziali iscritti a ruolo

Con la risposta n. 110/2026 l’Agenzia delle Entrate è intervenuta sulla possibilità di utilizzo in compensazione dei crediti da superbonus con i debiti previdenziali iscritti a ruolo.

Nell’istanza è stato chiesto se fosse possibile compensare debiti di carattere previdenziale con la Cassa Forense, oggetto di rateizzazione, di ammontare superiore a 1.500 euro e inferiore a 50.000 euro, con crediti agevolativi da superbonus.

L’Agenzia ha precisato che i crediti fiscali derivanti da superbonus non possono essere utilizzati per estinguere debiti previdenziali iscritti a ruolo nei confronti della Cassa Forense, anche se oggetto di rateizzazione.

In particolare, non è possibile utilizzare i crediti d’imposta derivanti da incentivi fiscali (es. superbonus) per estinguere debiti anche di natura fiscale, tenuto conto che, come precisato dall’Agenzia delle Entrate, i crediti da incentivi, non essendo correlati alla liquidazione delle imposte, non sono qualificabili come crediti da imposte erariali.

Lo stesso credito fiscale da superbonus può essere tuttavia compensato con altri debiti erariali o previdenziali, a condizione che questi non siano iscritti a ruolo.

Risulta peraltro ancora non possibile applicare, in assenza del relativo decreto attuativo, la disposizione che limita la possibilità di utilizzare in compensazione i crediti da bonus fiscali in edilizia in presenza di iscrizioni a ruolo per debiti erariali di importo superiore a 10.000 euro.

Consulta la risposta n. 110/2026 dell’Agenzia delle Entrate a questo link: https://www.agenziaentrate.gov.it/portale/documents/d/guest/risposta-n-110_2026

Consiglio di Stato: per le variazioni prezzi del II° Semestre 2021 necessario un nuovo Decreto

Il Consiglio di Stato (Sent. n.4143 del 22 maggio 2026) riformando la precedente decisione del TAR Lazio (sez. III, n. 6894/2023), ha condiviso i rilievi sul decreto del MIT relativo alla rilevazione delle variazioni percentuali dei prezzi sul secondo semestre del 2021.

Le contestazioni riguardano, in particolare, tredici materiali per i quali gli aumenti rilevati dal decreto ministeriale risultavano significativamente inferiori rispetto agli effettivi incrementi registrati sul mercato:

  • lamiere in acciaio lisce, piane e striate,
  • lamiere in acciaio “Corten”,
  • lamiere in acciaio zincate per lattoneria,
  • chiusini e caditoie in ghisa sferoidale,
  • gabbioni in filo di ferro zincato,
  • tubazioni in ferro senza saldatura per armature di interventi geostrutturali,
  • tubazioni in acciaio elettrosaldate longitudinalmente,
  • tubazioni in acciaio nero senza saldatura,
  • tubazioni in PVC rigido,
  • tubi in polipropilene corrugato per impianti elettrici,
  • acciaio armonico in trefoli, trecce e fili metallici,
  • legname di abete sottomisura,
  • fibre in acciaio per il rinforzo del calcestruzzo proiettato (spritz beton).

La sentenza dispone l’annullamento parziale del decreto ministeriale 4 aprile 2022, limitatamente ai tredici materiali oggetto di contestazione, con conseguente necessità per il MIT di procedere all’adozione di un nuovo decreto di rilevazione.

Sarà necessaria, in particolare, una nuova attività istruttoria idonea a garantire rilevazioni più affidabili ed efficaci ai fini della compensazione.

  • 12 giugno 2026
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