Finalità
Sostegno
a progetti finalizzati alla realizzazione e/o potenziamento di impianti di
trattamento rifiuti per il loro recupero o riciclaggio attraverso agevolazioni sotto forma di sovvenzione a fondo perduto - contributo in conto
capitale. La
procedura di selezione è “valutativa” con procedimento a graduatoria.
Destinatari
delle agevolazioni
I
soggetti destinatari sono le micro, piccole e medie imprese (MPMI) private
autonome, associate e/o collegate che operano nel settore del trattamento e
dei servizi di recupero/riciclaggio dei rifiuti.
Le
imprese che potranno presentare domanda devono esercitare, alla data di
presentazione della stessa, un’attività economica identificata come
prevalente rientrante in uno dei seguenti Codici ATECO: codici appartenenti
alla sezione B, codici appartenenti alla sezione C, codici 38, 39, 41, 42, 43 e
46 di cui alla delibera di giunta 704 del 3 giugno 2025
E’ ESCLUSO
in ogni caso il settore della produzione dei prodotti agricoli ovvero
le imprese agricole e forestali che rientrano nel campo di interesse del FEASR
e già oggetto di finanziamento tramite il Programma di sviluppo rurale FEASR 2014-2022
(PSR)
Dimensioni
e durata dei progetti
L’investimento
deve essere pari ad un minimo di € 300.000,00 ed un massimo di € 3 mln.
La
durata del progetto è stabilita in 21 mesi a partire dall’ammissione
a finanziamento, più eventuali 3 mesi di proroga.
Spese
ammissibili
- spese di
investimento per la realizzazione di opere edili e impiantistiche strettamente
connesse alla installazione e posa in opera di macchinari, attrezzature,
impianti e hardware per il trattamento a recupero/riciclaggio dei rifiuti;
- spese
per acquisizione di beni strumentali, quali macchinari, attrezzature e
impianti, hardware e di beni immateriali e intangibili, quali brevetti, marchi,
licenze purché strettamente connesse alla realizzazione degli interventi;
- spese
per l’acquisizione di servizi di consulenza specializzata per la realizzazione
del progetto e per l’ottenimento di certificazioni connesse ai temi ambientali
(ISO 14001, EMAS, ECOLABEL, EPD, LCA, etc.) fino ad un massimo del 10% del costo
totale ammesso determinato in fase di saldo al netto di IVA, purché le stesse
siano strettamente connesse e necessarie alla preparazione e realizzazione
degli interventi;
- spese
per la rimozione e smaltimento di materiali contenenti amianto che sia
strettamente connesso alla realizzazione degli interventi purché riferite a
edifici costruiti o oggetto di interventi prima del 28/04/1992 (Legge 27 marzo
1992, n. 257 “Norme relative alla cessazione dell’impiego dell’amianto”).
Tipologia
del contributo
Contributo
a fondo perduto: l’intensità dell’aiuto varia a seconda della dimensione
dell’impresa:
60% per le Micro e Piccole
Imprese
50% per le Medie Imprese
Interventi
finanziabili
Realizzazione
e/o potenziamento di impianti di trattamento per il recupero e/o riciclaggio dei
rifiuti, rispettando i seguenti requisiti:
- localizzati
all’interno del territorio regionale;
- coerenti
con il PREC;
- inerenti
la realizzazione di opere edili ed impiantistiche e beni strumentali;
- inerenti
beni strumentali al trattamento a recupero/riciclaggio dei rifiuti;
- che
prevedono un incremento della capacità di trattamento rispetto alla situazione
iniziale;
- che
interessino in quota prevalente il trattamento di rifiuti originati nel
territorio regionale;
- che
rispettino quanto previsto dal Regolamento (UE) n. 651/2014 come modificato dal
Regolamento (UE) n. 1315/2023, con particolare riguardo all’art. 47, comma 7.
Sono pertanto
ammissibili
- i
progetti che rispettano il principio di non arrecare un danno significativo
all’ambiente (DNSH), secondo quanto previsto dall’art. 17 del Regolamento (UE)
2020/852 e dall’art. 9, comma 4 del Regolamento (UE) 2021/1060. In particolare
deve essere dimostrato, sia in sede di domanda (vedi modello Allegato 1 A))
sia in sede di rendicontazione a saldo, che il progetto è stato redatto in
conformità ai vincoli DNSH.
- Tale
conformità è verificata in coerenza con il Regolamento (UE) 2021/2139 che
integra il Regolamento (UE) 2020/852 e, laddove applicabile, la Guida Operativa
MEF per il rispetto del principio del DNSH di cui alle Circolari 32/2021,
33/2022 e 22/2024 della Ragioneria generale dello Stato.
- progetti che sono stati sottoposti al processo
di resa a prova di clima, relativamente alle verifiche sulla “neutralità
climatica” e sulla “resilienza climatica”, inerente l’applicazione del
principio relativo all’immunizzazione dagli effetti del clima degli
investimenti in infrastrutture, in coerenza con quanto riportato all’art. 73
c.2 lettera j del Regolamento (UE) 2021/1060 e secondo le indicazioni riportate
negli orientamenti di cui alla Comunicazione 2021/C 373/01 della CE negli
indirizzi per la verifica climatica a cura del Dip.to per le Politiche di
Coesione della Presidenza del Consiglio dei Ministri (6 Ottobre 2023), come da
modello di cui all’Allegato 1 G);
- i
progetti suddivisi in lotti purché siano funzionali. Per “lotto funzionale”
deve intendersi “una parte di un lavoro generale la cui progettazione e
realizzazione sia tale da assicurarne funzionalità, fruibilità e fattibilità,
indipendentemente dalla realizzazione delle altre parti”; l’opera realizzata
con il singolo lotto deve avere una propria autonomia ed utilità e poter,
quindi, essere utilizzata (cioè “funzionare”) anche se l’infrastruttura
complessiva non è completa.
Per conoscere tutti i
dettagli necessari a presentare correttamente la domanda, si consiglia di consultare integralmente
il bando e i suoi allegati, approvati con decreto 16970 del 24 luglio 2026, a questo link: https://www.regione.toscana.it/-/contributi-per-la-realizzazione-e-potenziamento-di-impianti-di-trattamento.dei-rifiuti-per-il-loro-recupero