CONFAPI ai Tavoli Istituzionali, aggiornamento al 25/06/2026

CONFAPI ai Tavoli Istituzionali, aggiornamento al 25/06/2026

CONFAPI al MIMIT per tavolo con il Ministro Urso sul settore della meccanica

Si è svolto presso il MIMIT il primo incontro di confronto interamente dedicato al settore della meccanica, un comparto cruciale che conta oltre 115 mila unità locali, impiega più di 1,3 milioni di addetti e contribuisce per il 4,5% al Pil nazionale, come rilevato nel libro bianco Made in Italy 2030. All'incontro ha preso parte una delegazione di CONFAPI, rappresentata da Andrea Tiburli, consigliere di UNIONMECCANICA CONFAPI, e da Stefania Multari, direttore dell'Area Affari Legislativi e Istituzionali della Confederazione.

Durante la riunione, il ministro Urso ha delineato le principali sfide globali che il comparto deve affrontare, tra cui la ridotta dimensione media delle imprese, il disallineamento tra domanda e offerta di lavoro, la pressione competitiva della Cina, i rischi cyber e i ritardi nell’adozione dell'intelligenza artificiale.

Per rispondere a queste vulnerabilità, il Ministero ha annunciato l'istituzione di quattro gruppi tecnici di lavoro specializzati: Innovazione e tecnologie; Competenze e formazione; Export e internazionalizzazione; Finanza e patrimonializzazione.

Nel corso dell’incontro, CONFAPI ha espresso forte apprezzamento per l’iniziativa, sottolineando come il tavolo rappresenti un'occasione non più rinviabile per strutturare una vera e propria Strategia della Meccanica Strumentale che consenta alle Pmi di competere sui mercati europei e internazionali, valorizzando uno dei fiori all’occhiello del Made in Italy a misura di piccola e media industria.

La filiera dell'automazione e della meccanica vanta un rapporto export/fatturato straordinario, pari al 52%. Per proteggere questo patrimonio, serve un organo che funga da collettore e armonizzatore delle esigenze reali delle PMI, adottando politiche industriali differenziate.

CONFAPI ha confermato la piena e totale disponibilità a collaborare intensamente all'interno dei quattro gruppi tecnici per garantire che la manifattura italiana continui a rappresentare l'architrave della stabilità macroeconomica del Paese.

Il Vicepresidente di CONFAPI Francesco Napoli sulla Transizione energetica: PMI protagoniste del cambiamento

Il Vicepresidente di Confapi Francesco Napoli è intervenuto alla tavola rotonda “Humanising Energy. Progetti e lessici per la transizione energetica”, organizzata nell’ambito della prima tappa del roadshow “Humanizing Energy – Italia in Classe A”, dedicato alla sostenibilità energetica in ambito urbano.

L’iniziativa, promossa dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, da ENEA, dall’Ordine degli Architetti PPC di Roma e provincia e dal Comune di Roma, ha riunito istituzioni, professionisti, ricercatori e imprese per un confronto sulle sfide della rigenerazione urbana e della transizione energetica.

Nel corso del suo intervento, il Vicepresidente Napoli ha ribadito il ruolo centrale delle piccole e medie imprese nel processo di trasformazione energetica del Paese.

“Per le Piccole e Medie Imprese la sostenibilità non è uno slogan, ma una necessità concreta che si misura quotidianamente con i costi dell'energia, la competitività sui mercati, la capacità di innovare e creare occupazione”.

Il vicepresidente di CONFAPI ha sottolineato come le PMI stiano già investendo in efficientamento energetico, fonti rinnovabili e innovazione, evidenziando però la necessità di un quadro stabile e di strumenti adeguati a sostegno degli investimenti. 

“Le PMI rappresentano oltre il 90% del tessuto produttivo italiano. Senza il loro pieno coinvolgimento e senza misure capaci di accompagnarne gli investimenti, nessuna transizione sarà realmente possibile. Servono politiche industriali che garantiscano stabilità, accesso al credito, semplificazione amministrativa, certezza normativa e investimenti nella formazione, affinché le imprese possano programmare il proprio futuro e non limitarsi a rincorrere continui cambiamenti di scenario”.

Particolare attenzione è stata dedicata al tema del costo dell’energia e alla necessità di rafforzare le infrastrutture energetiche, soprattutto nel Mezzogiorno, dove la crescita delle fonti rinnovabili rischia di essere frenata dai limiti delle reti elettriche.

“Garantire energia sicura, sostenibile e competitiva non è soltanto una questione ambientale, ma una priorità strategica per la crescita del Paese, per la competitività delle imprese e per la tutela dell'occupazione”.

Napoli ha inoltre evidenziato l’importanza di accompagnare lo sviluppo delle rinnovabili con sistemi di accumulo energetico, reti intelligenti e una pianificazione infrastrutturale adeguata.

“Per rendere efficaci gli investimenti nelle rinnovabili non basta aumentare la capacità installata. Occorre sviluppare contestualmente sistemi di accumulo energetico, reti intelligenti e infrastrutture in grado di distribuire e valorizzare l'energia prodotta”.

Nel corso del dibattito è stato infine affrontato il tema della rigenerazione urbana e territoriale come leva strategica per lo sviluppo sostenibile, la riduzione dei consumi energetici e la crescita economica dei territori.

Fondazione IDI: Giorgio Binda è il nuovo Presidente

Continuità, rinnovamento e una visione sempre più orientata alle imprese, ai manager e ai territori. È’ Giorgio Binda il nuovo Presidente della Fondazione IDI – Istituto Dirigenti Italiani per il triennio 2026-2029, designato da CONFAPI e chiamato a guidare l’Istituto in una nuova fase di crescita e sviluppo. L’insediamento del nuovo Consiglio di Amministrazione si è svolto il 22 giugno 2026.

Binda raccoglie il testimone da Eros Andronaco, che ha guidato la Fondazione nel triennio precedente e che nel nuovo Consiglio di Amministrazione assume il ruolo di Vicepresidente in rappresentanza di FEDERMANAGER, con delega ai rapporti con il territorio.

Nel suo intervento di insediamento, il nuovo Presidente ha rivolto un ringraziamento al presidente uscente Eros Andronaco, al Consiglio di Amministrazione, al Collegio dei Revisori e all’Osservatorio, ai collaboratori della struttura, sottolineando l’ottimo lavoro svolto per il rafforzamento della presenza territoriale e per la crescita dell’Istituto.

“Oggi raccogliamo un’eredità importante che ci permette di guardare al futuro con ambizione e spirito di squadra. Vogliamo una Fondazione sempre più protagonista nei territori, capace di rafforzare il rapporto con le associazioni CONFAPI e FEDERMANAGER, di avvicinare nuove imprese e nuovi manager e di costruire un dialogo stabile con il mondo universitario. L’obiettivo è sviluppare una cultura della formazione moderna e continua, realmente aderente ai bisogni delle imprese, investendo sulle competenze manageriali, sull’innovazione e sulle opportunità offerte dall’intelligenza artificiale. La Fondazione deve diventare sempre di più un punto di riferimento per imprese e management, un luogo di incontro tra imprenditori, dirigenti e territori, capace di fare sistema e valorizzare il patrimonio di competenze che rappresenta il vero punto di forza di IDI”, ha dichiarato Giorgio Binda.

Il nuovo Consiglio di Amministrazione unisce esperienza e rinnovamento. CONFAPI ha designato, oltre al Presidente Giorgio Binda, le consigliere Valeria Cardinali e Lucia Cristina Piu. Federmanager conferma i consiglieri Alberto Zanobini e Alessandra Falzoni e indica Eros Andronaco nel ruolo di Vicepresidente con delega ai rapporti territoriali.

Rinnovato anche il Collegio dei Revisori dei Conti, con la conferma di Massimo Illica ed Elisabetta Mainetti e l’ingresso di Vittorio Piro e Luisa Russo, nominata Presidente del Collegio.

Il mandato 2026-2029 si svilupperà lungo alcune direttrici strategiche: il rafforzamento del radicamento territoriale, il consolidamento dei rapporti con il sistema universitario, una formazione sempre più orientata alle esigenze delle imprese e dei manager, la valorizzazione delle competenze, la collaborazione tra gli enti del sistema e l’innovazione organizzativa e digitale della Fondazione.

Cristian Camisa, Presidente CONFAPI: andamento speculativo mercato carburanti crea danni a PMI industriali

"Il divario insostenibile tra il calo del prezzo del petrolio greggio e l'immobilismo dei prezzi dei carburanti alla pompa rende evidente un andamento speculativo del mercato. Nonostante il valore del Brent continui a scendere, registrando una contrazione del 35% rispetto ai massimi raggiunti già due mesi fa, i costi energetici per il sistema produttivo italiano non accennano a diminuire in modo analogo, evidenziando una rigidità ingiustificata e asimmetrica".

È’ questa l'analisi del Presidente di CONFAPI Cristian Camisa che denuncia la difficoltà per le PMI industriali manifatturiere di far fronte al forte incremento dei costi dei fattori produttivi.

"Assistiamo ancora una volta – spiega - a una dinamica intollerabile: quando si verificano tensioni geopolitiche o di mercato, i prezzi della benzina e del gasolio aumentano con precisione immediata; quando invece la materia prima diminuisce, i costi rimangono anelastici. Siamo di fronte a un mercato che si muove con dinamiche speculative, situazione che crea enormi difficoltà al nostro sistema produttivo, colpendo in modo particolare le nostre piccole e medie imprese industriali. Le PMI non hanno la forza finanziaria per assorbire questa asimmetria, chiediamo perciò un intervento immediato delle autorità di controllo per fare chiarezza sulla filiera, se necessario anche con la convocazione di un tavolo di monitoraggio straordinario sui margini di raffinazione e distribuzione, insieme a meccanismi di sterilizzazione fiscale per alleggerire la pressione sulle imprese", aggiunge Camisa 

Italia-USA, Presidente CONFAPI Cristian Camisa: solidarietà a governo e forte preoccupazione per mondo produttivo

"Massima solidarietà al Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e a tutto il Governo, assieme a una forte preoccupazione per gli effetti che le vicende delle ultime ore hanno per il mondo delle PMI italiane, come dimostra l’annullamento dell’Italy-US Business, Investment, Science and Innovation Forum previsto a Miami lunedì 22 giugno 2026".

È’ quanto esprime Cristian Camisa, Presidente di CONFAPI, che sottolinea come “quanto sta succedendo ha gravi effetti negativi non solo sul piano della diplomazia internazionale, ma soprattutto sull'economia reale, rischiando di colpire direttamente il tessuto delle piccole e medie imprese industriali italiane”.

“Gli Stati Uniti - aggiunge Camisa - rappresentano da sempre un partner commerciale fondamentale per le nostre PMI, che già affrontano sfide complesse legate ai costi energetici e alle incertezze dei mercati globali. Il rischio concreto è che episodi come questo alimentino un clima di sfiducia reciproca; mi auguro che sia possibile ristabilire canali di dialogo costruttivi che tutelino gli investimenti già avviati e quelli futuri”.

 Il mercato statunitense non può chiudersi o diventare ostile per quelle imprese che hanno investito capitali e risorse. Il nostro sistema produttivo - conclude il Presidente di CONFAPI - ha bisogno di stabilità, certezze normative e mercati aperti per poter continuare a generare valore”.

SVIMEZ, Vicepresidente Nazionale Francesco Napoli: segnali positivi che vanno consolidati con scelte coraggiose

Il Mezzogiorno continua a crescere a un ritmo superiore rispetto al Centro-Nord. Secondo le stime SVIMEZ relative al 2025, il Pil delle regioni meridionali è aumentato dello 0,7% contro lo 0,5% registrato nelle regioni centro-settentrionali, segnando il quarto anno consecutivo di una performance migliore rispetto alla media nazionale. Un risultato sostenuto soprattutto dagli investimenti, in particolare quelli destinati alle opere pubbliche, cresciuti del 3,5% nell'ultimo anno e quasi raddoppiati nel periodo 2022-2025 grazie alla spinta del PNRR.

"Il rapporto SVIMEZ conferma che il Mezzogiorno sta dimostrando una capacità di crescita che per troppo tempo è stata sottovalutata. Il quarto anno consecutivo in cui il Sud cresce più del Centro-Nord rappresenta un segnale positivo che va consolidato attraverso scelte politiche e industriali coraggiose".

Lo dichiara Francesco Napoli, Vicepresidente Nazionale di CONFAPI con delega al Mezzogiorno.

“Gli investimenti pubblici e le risorse del PNRR – aggiunge - stanno producendo effetti concreti sui territori, ma per trasformare questa crescita in sviluppo strutturale occorre intervenire su due priorità fondamentali: semplificazione ed energia. Le piccole e medie imprese non possono continuare a confrontarsi con procedure amministrative lente e complesse che rallentano investimenti, innovazione e competitività. Servono regole più semplici, tempi certi e una pubblica amministrazione capace di accompagnare i processi di sviluppo. Allo stesso tempo, il costo dell'energia continua a rappresentare uno dei principali fattori di criticità per il sistema produttivo meridionale e nazionale. È’ necessario accelerare gli investimenti nelle infrastrutture energetiche, sostenere l'autoproduzione da fonti rinnovabili e garantire condizioni competitive per le imprese, che oggi affrontano costi superiori rispetto a molti competitor europei".

"Il Mezzogiorno dispone di straordinarie potenzialità nel campo dell'energia, della logistica e dell'industria. Per questo il rilancio del Sud non deve essere considerato una questione territoriale ma una leva strategica per la crescita dell'intero Paese. Consolidare i risultati evidenziati da Svimez significa creare occupazione, attrarre investimenti e rafforzare la competitività dell'Italia nel contesto europeo", conclude Napoli.

  • 25 giugno 2026
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